A partire dal 13 Agosto 2012 entrerà in vigore l’obbligo della stipula di un’assicurazione di responsabilità civile per danni a terzi per tutti i professionisti, come previsto dalla Legge 148/11.

Rientrano nell’obbligo di assicurazione tutti i professionisti, che facciano parte delle aree MEDICA - TECNICA - GIURIDICA

Inviamo lo schema di regolamento attuativo, approvato dal Consiglio dei Ministri, dei principi dettati in materia di professioni regolamentate.

In allegato trovate il regolamento attuativo e di seguito l'art. 5 che prevede l'obbligatorietà della copertura assicurativa legata al rischio professionale per i professionisti.
Art. 5 (Obbligo di assicurazione)
1. Il professionista è tenuto a stipulare, anche per il tramite di convenzioni collettive negoziate dai consigli nazionali degli ordini o collegi o da associazioni professionali o da casse o enti di previdenza, idonea assicurazione per i danni derivanti dall’esercizio dell’attività professionale, comprese le attività di custodia di documenti e valori ricevuti dal cliente. Il professionista deve rendere noti al cliente, al momento dell’assunzione dell’incarico, gli estremi della polizza professionale, il relativo massimale e ogni variazione successiva. 2. La violazione della disposizione di cui al comma 1 costituisce illecito disciplinare.

PROTEZIONE AFFITTO
La polizza a garanzia del locatore per la eventuale morosità del locatario, che riconosce, in caso di provvedimento giudiziale di convalida di sfratto, il pagamento in un'unica soluzione dei canoni insoluti e degli oneri accessori. Per la sottoscrizione sono sufficienti per i Conduttori e per gli eventuali Coobbligati, se sono lavoratori dipendenti, le ultime tre buste paga, per i pensionati gli ultimi tre cedolini della pensione o in alternativa gli ultimi 3 accrediti su c/c bancario. ll Contratto di Assicurazione prevede due distinte garanzie: TUTELA MOROSITA', in caso di morosità del Conduttore nei confronti del Locatore, che abbia dato titolo al Locatore di chiedere lo sfratto per morosità, provvederà a corrispondere al Locatore un indennizzo, in unica soluzione, di importo pari all'insoluto, esclusivamente in conto canoni ed oneri accessori, figurante fino alla data di rilascio dell'immobile fissata nel provvedimento giudiziale di "Convalida dello sfratto per morosità". La garanzia viene prestata in due formule, da richiamarsi a scelta del Contraente, nella Proposta di Assicurazione: TUTELA LEGALE, assicura le spese di Tutela Legale occorrenti al Locatore per la difesa dei suoi interessi in sede extragiudiziale e giudiziale a seguito di morosità non inferiore a giorni 30 da parte del Conduttore. Le garanzie vengono prestate al Locatore assicurato esclusivamente nei casi di morosità del Conduttore per: a) l'esercizio di diffida stragiudiziale del Conduttore, al pagamento dei canoni insoluti e/o degli oneri accessori insoluti; b) l'esercizio di azione giudiziale di sfratto per morosità, ai sensi dell'art. 658 del Codice di Procedura Civile, nei confronti del Conduttore. LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE La recente riforma del sistema pensionistico statale è stata motivata dall'allungamento della vita media, che comporta periodi più lunghi di pagamento delle pensioni, e dal rallentamento della crescita economica, che sta determinando un apporto inferiore dei contributi necessari a pagarle. Le pensioni saranno dunque sempre più basse, intese come prestazioni minime di base da integrare con la cosiddetta previdenza complementare (regolata dal Decreto Legislativo 252 del 2005) che consentirà di avere una rendita aggiuntiva per mantenere lo stesso tenore di vita anche dopo il pensionamento. Perchè una pensione integrativa Il nuovo sistema pensionistico ha visto innalzarsi l'età minima per andare in pensione, insieme al numero di anni di contribuzione necessari; un'altra importante novità consiste nel fatto che la pensione percepita dipenderà dai contributi versati lungo l'intero arco della vita lavorativa (e non solo più delle ultime retribuzioni), dall'andamento del PIL e dalla "speranza di vita" al momento del pensionamento, cioè dalla durata media della vita calcolata in base a parametri demografici. Saranno soprattutto le nuove generazioni a percepire pensioni più basse, ma le prestazioni previdenziali saranno inferiori per tutti, rendendo così indispensabile o almeno consigliabile il ricorso a forme pensionistiche integrative.
Indipendentemente dalla tua età e dalla situazione lavorativa, non è mai troppo presto né troppo tardi per pensare al futuro: innanzitutto dovresti cercare di sapere a quanto ammonterà la tua pensione pubblica, tenendo presente che essa può essere valutata solo in linea di massima, perché dipende anche da alcune variabili non stimabili con precisione, come la crescita professionale (con il relativo aumento di retribuzione) e l'andamento dell'economia (che, in base al PIL, determina la rivalutazione dei contributi previdenziali). Se anche quando sarai in pensione intendi mantenere il medesimo tenore di vita dei tuoi anni lavorativi, con entrate allineate ai tuoi ultimi redditi da lavoro, dovrai colmare il cosiddetto "gap previdenziale", aggiungendo alla pensione pubblica una soluzione complementare. La pensione integrativa si costruisce negli anni, con l'accantonamento di contributi periodici mirati a creare una rendita vitalizia, il cui importo dipenderà dal capitale maturato, dall'età in cui inizierà a essere corrisposta e dal sesso (per le donne l'importo è inferiore, poiché in media vivono di più), nonché dai rendimenti dei contributi versati, investiti sui mercati finanziari.
Chi può aderire Chiunque può ricorrere alla pensione integrativa: i lavoratori dipendenti, quelli autonomi e quelli con altre forme di contratto, ma anche chi non svolge un’attività lavorativa o è fiscalmente a carico di un familiare. L'adesione è volontaria e può essere individuale o collettiva; quest'ultima è possibile per i lavoratori dipendenti (e assimilati) se esiste un contratto collettivo o un accordo, anche aziendale, che definisce gli impegni delle parti. In caso di adesione collettiva per i lavoratori dipendenti, anche il datore di lavoro è obbligato a versare un contributo alla forma pensionistica complementare prescelta; ciò consente, a parità di altre condizioni, prestazioni pensionistiche più alte. IF Broker s.r.l. - Via Carducci, 25 - 15057 Tortona (AL)
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Anche i lavoratori autonomi e i liberi professionisti possono aderire in forma collettiva, se per esempio la loro associazione di categoria o l'ordine professionale hanno un fondo pensione di riferimento. Forme di previdenza complementare La scelta tra le forme di previdenza complementare dipende anche dalla tua tipologia di lavoro: se sei un lavoratore dipendente puoi aderire con un’adesione collettiva se il tuo contratto di lavoro rende possibile l’iscrizione a un fondo pensione (negoziale, aperto o preesistente) di riferimento per il tuo settore, per la tua azienda o anche per la tua regione. Puoi anche aderire con un’adesione individuale a un fondo pensione aperto o a un piano individuale pensionistico (PIP) se il tuocontratto di lavoro non prevede la possibilità di iscrizione a un fondo pensione di riferimento oppure se decidi di iscriverti a una forma pensionistica complementare diversa da quella prevista dal tuo contratto di lavoro; se sei un lavoratore autonomo o un libero professionista, puoi aderire con un’adesione individuale a un fondo pensione aperto o a un PIP. Se la tua associazione di categoria o il tuo ordine professionale ha previsto un fondo pensione di riferimento (negoziale, aperto o preesistente), puoi anche aderire con un’adesione collettiva. Bisogna dunque che trovi o ti faccia consigliare il prodotto più adatto alle tue esigenze, scegliendo tra l'ampia gamma di prodotti presenti sul mercato. È tuttavia importante, una volta fatta la scelta, monitorarne i risultati: poiché la previdenza complementare è un investimento di medio-lungo termine, se negli anni la situazione cambia e l'andamento del prodotto prescelto diventa inferiore alle aspettative, puoi cambiare le modalità di ripartizione del tuo investimento. É importante che tu tenga sotto controllo le performance, perché è anche da esse che dipende il tuo futuro economico. Trascorso il periodo minimo previsto dalla normativa, puoi anche trasferire le tue risorse ad un altro fondo pensione. In linea generale, la possibilità del cambiamento non dovrebbe rappresentare una scelta da compiere frequentemente. Questo perché le valutazioni sul buon operato di ogni forma pensionistica devono essere effettuate su orizzonti temporali ampi, più adatti a una prospettiva di lungo periodo tipica della previdenza complementare. Le forme pensionistiche complementari previste, per le quali valgono le medesime regole fiscali, contributive e di calcolo della pensione, sono le seguenti: Fondi negoziali, istituiti dai rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro nell’ambito della contrattazione nazionale, di settore o aziendale. Fondi aperti, istituiti da banche, imprese di assicurazione, società di gestione del risparmio (SGR) e società di intermediazione mobiliare (SIM). Piani individuali pensionistici di tipo assicurativo (PIP), istituiti dalle imprese di assicurazione.
L'indicatore sintetico dei costi (ISC) L'indicatore sintetico dei costi è uno strumento che consente di confrontare in modo immediato i costi delle diverse forme pensionistiche complementari. L'ISC misura quanto incidono annualmente tutti i costi che sostieni aderendo a una forma pensionistica complementare in percentuale sulla tua posizione individuale. Il calcolo è effettuato sulla base di diverse ipotesi, quali: l’ammontare dei versamenti, i rendimenti e la permanenza nella forma pensionistica complementare.
Poni attenzione ai costi applicati dalle forme pensionistiche perché essi riducono l’ammontare dei risparmi che hai destinato alla previdenza complementare e, quindi, la tua futura pensione. Sul
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sito web della COVIP (www.covip.it) sono indicati gli ISC di tutte le forme pensionistiche complementari.
Nello scegliere la tua forma pensionistica complementare verifica, inoltre, quali sono le proposte di investimento dei contributi, i connessi rischi finanziari, se vengono prestate garanzie e quali tipi di prestazioni, anche aggiuntive rispetto alla pensione, puoi ottenere.

Il TFR
Il trattamento di fine rapporto (TFR) è l'importo che il datore di lavoro corrisponde al dipendente al termine del rapporto di lavoro e deriva dall'accantonamento annuale di una somma pari al 6,91% della retribuzione lorda corrisposta al lavoratore nell'anno stesso, rivalutata in una misura pari al 75% del tasso di inflazione più 1.5 punti percentuali.
I lavoratori dipendenti possono scegliere se destinare le somme relative al proprio TFR a forme pensionistiche complementari, o se lasciarle presso il datore di lavoro. Se non viene fatta nessuna scelta esplicita, il TFR confluisce automaticamente nel fondo pensione previsto dal contratto di lavoro.
Chi ha scelto di mantenere il proprio TFR presso il datore di lavoro può in ogni momento decidere di destinarlo a una forma di previdenza complementare.

Le prestazioni della previdenza complementare Per avere diritto a una pensione integrativa, devi aver aderito da almeno cinque anni e aver raggiunto i requisiti minimi previsti per la pensione pubblica.
Puoi fruire dei contributi maturati sotto forma di:
- rendita vitalizia, che può essere anche reversibile - capitale, fino al 50% del montante accumulato, ovvero dell'insieme dei contributi rivalutati in base ai risultati finanziari degli investimenti effettuati dal fondo pensione e la parte restante come rendita
- capitale per l'intero importo maturato, in alcuni casi limitati (soggetti iscritti a forme pensionistiche complementari da data antecedente al 28 aprile 1993 o soggetti che abbiano maturato una posizione individuale finale particolarmente contenuta).

L'ammontare della pensione attesa è prevedibile solo a livello di stima teorica, perché dipende da fattori variabili come il tasso di crescita dell'economia (Pil), il tasso di inflazione e i coefficienti di conversione in rendita, difficili da prevedere nel breve termine e ancor più nell'arco di dieci o venti anni.
Esso inoltre dipende anche da eventuali modifiche del quadro normativo, per cui non potendo fare previsioni precise è opportuno mettere da parte tutto quello che si riesce, così da contare sul massimo ottenibile, visto che c'è comunque la possibilità di riscattare fino a metà del capitale
Ti serve una forma di previdenza complementare?
La risposta a questa domanda è quasi sempre sì, perché il cosiddetto gap previdenziale, ovvero la differenza fra l'ultimo reddito lavorativo percepito e la pensione attesa, tenderà a essere sempre più ampio.
Se sei giovane, ti conviene versare i contributi volontari fin dall'inizio della tua carriera, perché più rimandi, più ridotta sarà la tua pensione integrativa. IF Broker s.r.l. - Via Carducci, 25 - 15057 Tortona (AL) Tel +39 0131 811770 FAX +39 0131 811770 Mail: info@ifbroker.it Web: www.ifbroker.it 4 Se lavori da molti anni o sei prossimo alla pensione probabilmente è minore la necessità di aderire
alla previdenza complementare, tuttavia ricorda che aderendo puoi beneficiare dei vantaggi fiscali
e, se sei un lavoratore dipendente, puoi avere diritto al contributo del datore di lavoro.

Vantaggi fiscali
I contributi versati alla previdenza complementare sono deducibili fiscalmente ai fini IRPEF, fino a 5.164,57 euro annui, che comprendono sia i contributi versati dal lavoratore, sia quelli del datore di lavoro, ma escludono l'eventuale TFR corrisposto, che viene tassato al momento della liquidazione o fruizione.

La capitalizzazione
Quale che sia la forma di pensione integrativa prescelta, è molto importante che inizi ad accantonare risorse il più presto possibile: in questo modo, infatti, puoi avvantaggiarti della cosiddetta capitalizzazione, ovvero il meccanismo per cui, quando investi dei soldi, gli interessi o i redditi che ottieni si sommano al capitale iniziale che hai investito, che dunque risulta sempre più elevato (al netto delle spese di gestione) e genera interessi sempre più alti.

Investire per il futuro Le opzioni di investimento disponibili sono varie, ciascuna con i relativi vantaggi e svantaggi: i piani pensionistici, per esempio, presentano significativi vantaggi fiscali, ma gli investimenti in campo immobiliare possono fruttare rendimenti migliori. Di solito, è consigliabile puntare ad avere un "mix" di investimenti che consenta di cogliere le varie opportunità con il minimo rischio, per fare in modo che le tue risorse economiche rendano al meglio, tutelando e accrescendo il tuo risparmio.
Nel definire l'asset allocation, di solito chi è più giovane tende a investire di più in attività dal più alto potenziale di crescita e dal rischio più elevato, mentre chi è più avanti negli anni tende ad avere un'attitudine più cauta in termini di rischio.

LA PATENTE A PUNTI TI PREOCCUPA?

La patente di guida è un bene prezioso, che è importante difendere.

Per chi utilizza spesso l’auto o la moto il rischio di vedersi sottratta la propria patente è molto elevato, soprattutto in seguito all’introduzione della PATENTE A PUNTI.

Chi si muove spesso con l’automobile, sa che il rischio di trovarsi a fronteggiare piccoli e grandi inconvenienti di natura legale (con gravi conseguenze sia di tipo personale, sia economico) è piuttosto frequente: dalla sospensione della patente a seguito di incidente stradale, al procedimento penale in caso di lesioni colpose causate a terzi.

La Tutela Legale è un prodotto assicurativo completo per garantire agli automobilisti una guida protetta, che Vi garantisce:

- la copertura di tutte le spese legali nel corso di un eventuale procedimento penale a vostro carico conseguente ad incidente stradale;

- l'attività necessaria per ottenere il dissequestro del veicolo; - l'assistenza durante l'interrogatorio davanti agli organi di Polizia; - l’assistenza legale per ottenere un equo risarcimento in caso di danno subito; - il ricorso contro l'eventuale provvedimento di sospensione della patente di guida in seguito ad incidente stradale con morti o feriti;

Inoltre, a seguito di un’eventuale decurtazione parziale o totale dei punti, vi assicura un rimborso
spese per partecipare a aggiornamento per il recupero dei punti persi (fino 500 €) o per sostenere
un nuovo esame di guida (fino 1000 €).

La copertura opera anche quando si è trasportati su un qualsiasi mezzo di trasporto.